Un gran finale per Innovation Olympics 2019

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IOL x Mila

La settima edizione autunnale di Innovation Olympics è appena terminata e, anche questa volta, ha dato vita a progetti straordinari e innovativi. Il programma di action-learning, promosso da IXL Center, mette in contatto gli studenti dell’Università di Trento provenienti da tutto il mondo e le imprese dando l’opportunità ai nostri giovani innovatori di mettersi alla prova.

Quest’anno, abbiamo seguito da vicino una delle imprese coinvolte, l’alto-atesina Mila, che ha chiesto agli innovatori di ripensare il packaging del loro yogurt per renderlo più sostenibile rispetto a quello che attualmente i consumatori trovano sul mercato. (leggi il racconto del problema da cui sono partiti).

Sin dall’inizio è stato chiaro che per soddisfare la richiesta di Mila sarebbero serviti molta creatività, duro lavoro e una buona dose di ingegno, ma nessuno dei gruppi coinvolti si è lasciato scoraggiare. Sin dai primi incontri è emerso come la diversità non solo accademica, ma anche culturale degli studenti avrebbe avuto un ruolo chiave nel cercare di elaborare proposte efficaci e realizzabili per risolvere il problema in maniera completa. Infatti, da un lato erano necessarie competenze e conoscenze tecniche per la scelta dei materiali da impiegare, ma dall’altro non potevano essere tralasciati il punto di vista economico e legislativo per la produzione e poi distribuzione del nuovo prodotto. Sociologi, economisti, informatici: tutti gli studenti hanno messo a disposizione della propria squadra le proprie conoscenze per arrivare a proporre a Mila la soluzione vincente.

Al duro lavoro dei partecipanti non ha tardato ad arrivare la soddisfazione dei feedback positivi dell’impresa. Le idee proposte dagli innovatori sono sempre state all’altezza delle aspettative di Mila e quindi la loro curiosità di conoscere il progetto finale è stata tanta sin dall’inizio dell’avventura.

Innovation Olympics è un programma tanto stimolante, quanto impegnativo e conciliare la vita e gli impegni da studente universitario e quella di giovane innovatore non sempre è stato facile. Trovare un accordo per organizzare i tempi, gli impegni e i compiti dei diversi membri del gruppo, collaborare nella ricerca di una soluzione condivisa, valorizzare la formazione e la conoscenza di tutti, in una sola parola chiave: teamwork. Un elemento necessario e faticoso che ha richiesto estrema flessibilità e capacità di negoziazione. Ma tutto ciò è anche parte degli insegnamenti di Innovation Olympics. Questo programma di open innovation è capace di far sviluppare competenze che difficilmente gli studenti avrebbero l’opportunità di acquisire studiando sui libri, ma che sono arricchenti sia dal punto di vista umano, che accademico e professionale.

Tirando le somme del percorso di questo programma, risulta estremamente chiara la necessità e l’importanza di innovare perché, come Mila ben sa, le imprese innovative crescono più velocemente.

Sembra ancora più chiara la capacità dei nostri studenti di essere efficaci, soprattutto in un Paese come questo, dove le aziende investono meno in progetti di open innovation rispetto ai concorrenti internazionali.

A confermarlo è proprio la prima edizione della ricerca “Open Innovation Outlook: Italy 2019” condotta da Mind the Bridge, società di consulenza per l’innovazione, con il supporto di Smau, evento di riferimento nei settori Innovazione e Digitale per imprese ed enti locali a cui è stato presentato il report. Guardare ai numeri italiani fa capire l’importanza di un progetto quale è Innovation Olympics: in un mondo in continuo cambiamento, dà gli strumenti giusti agli studenti per mettere in pratica le proprie idee ed essere loro stessi motore di questa trasformazione. Perché non serve essere grandi startupper, ma avere il coraggio di osare.

Innovation Olympics