C-BOOT — Bootcamp for starting entrepreneurs in a circular economy

3
min read
read
C-BOOT Bootcamp

Economia circolare e spirito imprenditoriale sono stati i due maggiori protagonisti di C-BOOT Camp, che ha visto a Trento la sua fase finale. Dal 13 al 15 novembre CLab Trento ha ospitato i 18 partecipanti al programma scelti tra studenti, PhD o giovani ricercatori, ma anche Alumni e giovani professionisti provenienti da tutta Europa. Gli innovatori si sono cimentati nella realizzazione di un’idea di business legato al tema dell’economia circolare, idea che è stata poi presentata davanti ad una giuria di esperti.

Che cos’è C-Boot?

È un programma di coaching internazionale, finanziato da EIT Raw Materials, e organizzato dall’istituto di ricerca Vito (Belgio), l’Università di Lund (Svezia), l’Università di Trento e Hub Innovazione Trentino. I primi incontri si sono tenuti a settembre con tre giorni di workshop in Belgio, seguiti da altri tre giorni di formazione in Svezia ad ottobre. In Belgio i workshop si sono tenuti a Mechelen: qui i partecipanti sono stati introdotti al tema dell’economia circolare ed hanno assistito ad una testimonianza di un imprenditore del settore. Hanno successivamente formato i team, e iniziato a identificare e validare la propria idea imprenditoriale. A Lund, in Svezia, continuando a lavorare sui loro progetti, ne hanno identificato le caratteristiche di circolarità e costruito un primo prototipo. Il focus dei workshop svedesi è stato anche quello di capire se le idee trovate fossero davvero circolari e se comprendessero un uso realmente sostenibile delle risorse necessarie per realizzare il progetto. Infine, i team hanno sviluppato la loro proposta di valore per il mercato e individuato il loro modello di business. Anche i tre giorni a Trento hanno avuto un focus ben preciso: preparare una presentazione dell’idea imprenditoriale sviluppata fino ad allora. Ad aiutare i partecipanti, si sono alternati docenti ed esperti provenienti dai tre istituti insieme ad altri ospiti provenienti dall’ecosistema locale.

Il primo giorno negli spazi di CLab Trento si è tenuto l’intervento di Giulio Bonazzi, presidente ed amministratore delegato di Aquafil Group. Aquafil è da anni uno dei principali attori internazionali nella produzione di fibre sintetiche. I partecipanti hanno così conosciuto ECONYL® Regenerated Nylon, un tipo di nylon rigenerato attraverso il recupero di scarti di altri prodotti a fine vita come da reti da pesca usati nell’acquacoltura, o tessuto di tappeti destinati alle discariche. Il CEO ha concluso il suo intervento parlando di come ad oggi non sia necessaria solo un’innovazione dal punto di vista dei prodotti e dei processi di produzione, ma anche dal punto di vista della legislazione.

L’ecodesign è il futuro. Al giorno d’oggi i prodotti non sono fatti con l’idea di essere riciclati. I produttori sanno che finiranno in discarica. Bisogna cambiare questa idea di produzione, abbiamo bisogno che i prodotti vengano ripensati. Bisogna creare un modello circolare, dove non ci siano rifiuti. Bisogna creare una nuova via per estrarre valore.

Al suo intervento è seguito quello di Daniele Basso, fondatore ed amministratore delegato di HBI Group, azienda trentina la cui missione si inserisce perfettamente nel sistema dell’economia circolare. HBI Group produce torba fossile derivata dagli scarti della produzione vinicola ed utilizzabile per produrre energia rinnovabile. Daniele e il suo team da anni lavorano allo sviluppo di tecnologie innovative e green che permettano la preservazione dei sistemi naturali e migliorino benessere ed equità sociale del territorio. Daniele ha mostrato ai partecipanti quali requisiti deve avere una buona presentazione davanti ad una giuria o ad un gruppo di investitori. Ha raccontato di come lui stesso inizialmente abbia avuto difficoltà a presentare la sua idea e di come sia stato necessario negli anni lavorare non solo allo sviluppo del suo prodotto ma anche a quello del suo pitch. Alla domanda “Quali sono gli elementi chiave per una buona presentazione?”, il CEO ha risposto:

Primo, non partire immediatamente con la presentazione ma prendersi un momento per pensare a quello che si deve dire; secondo, fare una buona introduzione; terzo, dire qualcosa di inaspettato per coinvolgere gli ascoltatori.

Tutti consigli che i partecipanti hanno fatto propri nel momento del loro pitch. La giuria per le presentazioni finali di C-BOOT era composta da esperti di innovazione dell’ecosistema trentino: Christian Giacom di Trentino Sviluppo, Milena Bigatto di Hub Innovazione Trentino, Cveta Majtanovic di Innovando, Massimo Pellizzari del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento e Fabio Pegorin di Eit Raw Materials, hanno ascoltato attentamente le idee di imprenditoria circolare proposte e commentato i singoli progetti. Il momento si è concluso con l’elezione del progetto vincitore, riguardante il riutilizzo di fibre delle divise di lavoro per la produzione di nuovi indumenti.

I tre giorni di workshop si sono conclusi con una visita presso Progetto Manifattura di Rovereto, spazio di incubazione di Trentino Sviluppo dedicato all’innovazione sostenibile. Qui i partecipanti hanno incontrato Volverup, impresa trentina specializzata nella produzione di borse create a partire dai teli di scarto dei camion. Grazie a questo programma i partecipanti hanno sviluppato l’abilità di riconoscere delle opportunità circolari, hanno appreso dei principi fondamentali del lean start-up e come lanciare al meglio le proprie idee imprenditoriali. Ma tutto ciò è stato per loro solo l’inizio. Ora, con gli strumenti giusti, avranno sicuramente le capacità per sviluppare concretamente i loro progetti di economia circolare e mostrarci la strada verso l’imprenditorialità del futuro.